Stefano Montefiori, "Corriere della Sera" 28/12/2002 pagina 5., 28 dicembre 2002
Claude Vorilhon, che negli anni Sessanta tentò di sfondare come cantante (Claude Celler il suo nome d’arte) e per anni aspirò a diventare pilota di Formula Uno, famoso oggi per aver fondato la setta dei Raeliani
Claude Vorilhon, che negli anni Sessanta tentò di sfondare come cantante (Claude Celler il suo nome d’arte) e per anni aspirò a diventare pilota di Formula Uno, famoso oggi per aver fondato la setta dei Raeliani. Il 13 dicembre del 1973, vicino a un cratere vulcanico del Massiccio Centrale in Francia, incontrò un extraterrestre degli Elohim: verde, occhi a mandorla, capelli lunghi,alto 1 metro e 20. Vorilhon, ribattezzato "Raël" («Colui che porta la luce degli extraterrestri»), venne allora a sapere che «voi umani siete stati creati in laboratorio da noi Elohim 25 mila anni fa». Poi la missione: «Costruisci un’ambasciata per accoglierci degnamente, entro il 2035, preferibilmente a Gerusalemme». A oggi, i raeliani sono 50 mila sparsi in 84 paesi: ogni nuovo adepto è invitato a versare dal 3 al 10 per cento del proprio reddito. Permessi anche regali personali a "Raël", «la guida delle guide», che si presenta sempre vestito di bianco, i lunghi capelli raccolti verso l’alto («un’antenna per aumentare la comunicazione con gli alieni»). Per questo, forse, c’è chi lo chiama «il barbiere di Star Trek».