Gaetano Afeltra, ìCorriere della Seraî 17/12/2002, 17 dicembre 2002
Alla fine degli anni Cinquanta Eduardo de Filippo, allora poco meno che sessantenne, e sua moglie Isabella Quarantotti, vent’anni di meno, fecero una vacanza a Isca, minuscolo isolotto tra Capri e Positano
Alla fine degli anni Cinquanta Eduardo de Filippo, allora poco meno che sessantenne, e sua moglie Isabella Quarantotti, vent’anni di meno, fecero una vacanza a Isca, minuscolo isolotto tra Capri e Positano. Lei annotava: «Eduardo ha avuto due mogli e io due mariti, senza contare le cotte e i flirt, eppure lui per me è il primo uomo, l’unico». Passavano le serate raccontandosi ricordi d’infanzia. Lui preparava un sugo dalla ricetta segreta, un ”ruoto” di melanzane imbottite, poi le diceva di quando, in gioventù, aveva ancora «la sua bella voce da soprano» e cantava nel Teatro Rossini di Napoli, così umido che i costumi di scena erano perennemente bagnati: «Pareva la Tomba di Radames». Lei gli riferiva con entusiasmo le sue lunghe immersioni, tra «cavità tappezzate di alghe color zafferano, cavallucci marini, granchi, oloturie, patelle e misteriose fioriture». Eduardo, vagamente preoccupato, le raccontava la leggenda di Cola Pesce, «metà ragazzo e metà animale marino, rimasto prigioniero nelle acque del Tirreno». Poi concludeva: «Ad ogni modo statti attenta ai pescecani».