30 dicembre 2002
Sacco Anna, di anni 17. Capelli lunghi, naso un po’ grosso, viso da adolescente, viveva in una casa colonica di Poviglio, Reggio Emilia, insieme con i genitori e i due fratelli
Sacco Anna, di anni 17. Capelli lunghi, naso un po’ grosso, viso da adolescente, viveva in una casa colonica di Poviglio, Reggio Emilia, insieme con i genitori e i due fratelli. Allegra, qualche complesso per via di una leggera pinguedine, frequentava l’istituto tecnico per geometri ”Galvani” a Sant’Ilario d’Enza. Difficoltà in famiglia e con gli amici, l’avevano fatta fuggire di casa un paio d’anni fa (era stata ripescata a Genova). Da qualche tempo suo padre Sacco Francesco, di anni 54, originario di Trapani, una piccola impresa di pulizie con la consorte, era assai preoccupato per i debiti che s’andavano accumulando per via del calo dei clienti. Ma lui, in vista del Natale, non volle dir niente alla famiglia. Mercoledì doveva tirare fuori 20 mila euro. Prese invece una mazzetta da muratore e con quella ferì alla testa la moglie Marino Rosaria, di anni 48, e il figlio Giovanni di anni 6. Poi afferrò un coltello da cucina e con quello uccise Anna, nel salotto a vetrate ricavato dal loggiato della loro casa. L’unica figlia rimasta indenne, Adriana, di anni 12, si rifugiò a casa della vicina Gomez Maria Regina, di anni 30, brasiliana. Intanto suo padre chiamava la polizia: «Adesso prendo la macchina e mi sbatto contro un camion». Fu trovato poco lontano da casa, fermo al volante della sua Multipla, in località Noce, tra i pupazzi di Babbo Natale che i commercianti avevano piazzato in ogni angolo di strada.