30 dicembre 2002
Barilonghi Fernanda, di anni 89. Romana, vedova, pensionata, malata, un po’ calva, viveva a Casal Bruciato, Roma
Barilonghi Fernanda, di anni 89. Romana, vedova, pensionata, malata, un po’ calva, viveva a Casal Bruciato, Roma. Aveva cresciuto il nipote, Gennari Aldo, di anni 26, abbandonato dalla madre all’età di un anno, lasciato pure dal padre all’età di 15, cameriere saltuario, barista a Grotte Celoni sulla Casilina e sempre più affezionato all’alcol. A lui, anni fa, la Barilonghi aveva firmato la delega per ritirare la pensione. Da qualche tempo, però, in casa non si vedeva più un soldo perché il Gennari spendeva tutti i 500 euro in vino, grappe e whisky e picchiava la nonna ogni volta che lei faceva qualche obiezione. Così fu anche nel pomeriggio di venerdì 13. La Barilonghi, preoccupata per la particolare violenza che il nipote le aveva usato, uscì di casa in vestaglia e s’andò a rifugiare nel laboratorio di pellicce accanto a casa sua. Piena di lividi, ancora spaventata, fu tuttavia riaccompagnata nell’appartamento. Erano passate da poco le 19. Intorno alle 20 e 30 il Gennari la prese a sediate finchè non la vide stramazzare a terra, le costole rotte, una ferita alla testa. Poco dopo le 23 chiamò la polizia millantando d’aver trovato, al suo rientro, la nonna morta su una poltrona. Nell’ex portierato di via Vassallo 84, trentasette metri quadri, camera, bagno e cucinetta, tra Portonaccio e Casal Bruciato, Roma.