18 dicembre 2002
Savorani Stefano, di anni 28. Ex poliziotto di bell’aspetto, psicolabile, nativo di Borgo Tossignano, Imola
Savorani Stefano, di anni 28. Ex poliziotto di bell’aspetto, psicolabile, nativo di Borgo Tossignano, Imola. Idolatrava Luigi XIV e Napoleone. Quattro anni fa salì sul pendolino Roma-Parigi, fermo alla stazione di Bologna, e minacciò il macchinista con una pistola giocattolo. L’anno dopo provò a dirottare il volo Marsiglia-Parigi, armato di una borsa piena di libri e fili elettrici. Voleva fosse riconosciuto il ”vitalunismo”, movimento che diceva di aver fondato. Ripeté il tentativo venti giorni fa, sull’aereo Bologna-Parigi: disarmato anche questa volta, minacciava di attivare con il telecomando della tv una bomba inesistente. Disse di voler ”simulare un atto terroristico contro Bin Laden”. Il velivolo fu fatto atterrare a Lione e lui arrestato. Era il 27 novembre: quella mattina il Savorani era uscito di casa dicendo che andava a pagare le tasse universitarie. Fu rinchiuso nel braccio psichiatrico del carcere Saint-Paul-Saint-Joseph di Lione, detto anche ”la pentola del diavolo” per via del trattamento riservato ai detenuti. In cella con lui, Abest Christian, di anni 35, ancora un mese da scontare per aver aggredito una vecchietta, un tentativo di uccidersi ingollando pezzi di vetro. La sera di martedì 3 giocarono a ”Casper il fantasma”, pratica consistente nell’infilarsi la testa in buste di plastica fin quasi a soffocare e procurarsi così più intensi godimenti. La mattina dopo l’Abest fu trovato morto per edema polmonare. Il Savorani rimase solo in cella per tre giorni. Poi s’appese a una corda che aveva costruito strappando strisce di tessuto dal coprimaterasso. Pochi minuti dopo la mezzanotte del 7, a Lione.