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 2002  dicembre 18 Mercoledì calendario

BROWN Dee (Dorris Alexander Brown) Alberta (Stati Uniti) 29 febbraio 1908, Little Rock (Stati Uniti) 16 dicembre 2002 • «Il suo nome è legato a un libro, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, uscito nel 1970, tradotto in 15 lingue e ristampato nel ’96 dagli Oscar Mondadori dopo aver venduto milioni di copie

BROWN Dee (Dorris Alexander Brown) Alberta (Stati Uniti) 29 febbraio 1908, Little Rock (Stati Uniti) 16 dicembre 2002 • «Il suo nome è legato a un libro, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, uscito nel 1970, tradotto in 15 lingue e ristampato nel ’96 dagli Oscar Mondadori dopo aver venduto milioni di copie. L’opera racconta la conquista del West negli anni fra il 1860 e il 1890, rovesciando la prospettiva dei libri di storia, del cinema e di certa letteratura oleografica che esaltava le imprese dei soldati a cavallo raffigurando i nativi americani come primitivi, barbari e crudeli. A lui, quindi, non va soltanto il merito culturale di aver innescato il ”revisionismo” degli storici e dei registi americani (ricordiamo film come Soldato blu e Un uomo chiamato cavallo) ma va soprattutto il merito di aver restituito l’orgoglio e la volontà di riscatto al milione mezzo di indiani che languivano nelle riserve. Ai piedi dell’altura- cimitero di Wounded Knee (South Dakota), dove il 29 dicembre 1890 avvenne l’ultimo massacro di indiani da parte dei soldati blu, c’è un piccolo bazar dove i Sioux Lakota espongono qualche copia del libro: e alcuni nativi con il distintivo del Movimento dei nativi americani ricordano che nel 1973, tre anni dopo la sua uscita, centinaia di indiani rioccuparono armati la collina per reclamare diritti civili, che ottennero al prezzo di due morti negli scontri con i federali. Il libro fu come un segnale per il popolo rosso, dopo essere divenuto oggetto di culto presso gli ambienti alternativi dei bianchi. Era la risposta di Dee Brown ai piccoli pellerossa che lo accompagnavano da ragazzo a vedere i primi western nella Contea di Ouachita (Arkansas) e gli dicevano: ”Questi non sono gli indiani veri”. Più tardi, divenuto bibliotecario, raccolse un’imponente documentazione da cui vennero una trentina di saggi e alcuni romanzi. Ciò che più l’aveva colpito fu lo stupore manifestato dagli indiani di fronte alla capacità di mentire dei bianchi. Non a caso riscrisse un periodo storico in cui la metodica violazione dei trattati fu la vera politica di Washington. Per esempio, quando Nuvola Rossa firmò a Fort Laramie un accordo che garantiva ai Sioux l’uso delle Black Hills, poco lontano da Wounded Knee, per raccogliere erbe, cacciare e cercare visioni, la pace durò solo due anni. Poi arrivò Custer: vi furono battaglie cruente e un nuovo trattato aggirato con l’inganno (Custer diffuse la falsa notizia che c’era l’oro e migliaia di cercatori invasero le colline sacre); e così via, fino all’ultima strage del Natale 1890» (Cesare Medail, ”Corriere della Sera” 17/12/2002).