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 2002  dicembre 16 Lunedì calendario

Pegna Michele

• . Nato a Reggio Calabria il 9 settembre 1959. Terrorista. «Bolognese, un irriducibile della lotta armata legato a Prima Linea, ai Colp, poi alla Guerriglia metropolitana per il comunismo, dagli anni novanta transitato nella sigla che ha rivendicato gli omicidi D’Antona e Biagi. In carcere a Trani fino al 15 gennaio 2000 per banda armata, uscito per fine pena, ha fatto subito perdere le sue tracce. [...] Era detenuto nel maggio ’99 quando in via Salaria le Br-pcc freddano Massimo D’Antona ”ma divide la cella con gli irriducibili delle Br-pcc che potrebbero aver preparato la rivendicazione”. Invece è già clandestino nel marzo 2002 quando sempre le Br uccidono Marco Biagi» (c. fus., ”la Repubblica” 14/12/2002). «Ha un ”curriculum” penale decisamente sostanzioso [...] Nel febbraio dell’82 era stato arrestato per occupazione dell’Opera universitaria del capoluogo emiliano. In libertà provvisoria, si era reso irreperibile. Nel maggio dello stesso anno, un nuovo ordine di cattura in un’inchiesta su Prima linea, sempre della magistratura bolognese. Era poi di nuovo finito in manette nell’84, quando era stato fermato con una calibro nove e una bomba MK1, e documenti falsi. Il suo nome era poi emerso nelle indagini romane su ”Guerriglia metropolitana”. E nell’86 era stato ritrovato anche un vecchio documento di quest’organizzazione terroristica in cui compariva la sua firma accanto a quella di Giovanni Senzani. Nel giugno ’88 è stato protagonista di un’azione clamorosa, durante il suo trasferimento da Palmi al supercarcere di Trani. Quando era passato sotto il metal detector, questo aveva suonato, segnalando la presenza di oggetti sospetti. E in effetti addosso aveva una miccia, un seghetto e 30 grammi di plastico, avvolti in un cellophane e nascosti nelle mutande. Un probabile tentativo di evasione, sventato in anticipo. Viene inserito dal gip tra gli irriducibili anche perché, sempre nell’88, in una perquisizione nella sua cella a Trani erano stati trovati documenti e una copia del volantino di rivendicazione dell’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti, oltre al manoscritto della rivendicazione della rapina di via Prati di Papa a Roma. Condannato a 18 anni per banda armata nel 1988, il 18 gennaio 2000, scontata la pena, era uscito dal carcere, con però l’obbligo di trasferirsi in libertà vigilata a Bologna, dove avrebbe dovuto presentarsi in Questura a firmare tre volte la settimana. Non lo ha mai fatto, si è reso irreperibile, ma la magistratura non ha ritenuto di prendere alcun provvedimento, di farlo ricercare. La procura di Bologna è tornata ad occuparsi di lui solo dopo l’omicidio Biagi, nell’ambito dei controlli di routine su tutti i possibili sospettabili per il delitto visti i loro trascorsi» (Ro. San., ”Il Messaggero” 18/12/2002).