varie, 16 dicembre 2002
AMICONE
AMICONE Luigi Milano 4 ottobre 1956. Giornalista. Direttore di ”Tempi”, settimanale pirata, mezzo clandestino (va in edicola solo a Milano). «Ciellino di ferro […] ”Per un incontro fatto a 15 anni. Allora volevo cambiare il mondo. Anche a botte. Stavo con Avanguardia Operaia. Poi ho visto i ”processi” fatti a scuola: Ramelli messo davanti al cosidetto corteo interno, con il cartello ”fascista di merda” e tutti che gli sputavano addosso. E ho capito che qualcosa non andava. Intanto, all’oratorio avevo conosciuto un prete, don Giorgio Pontiggia. Mi ricordo una riunione in cui ci chiese: ma voi come vi impegnate da cristiani nella scuola? Risposte: io sono di Lc, io del movimento… E lui: Cristo non ha bisogno della lotta di classe, ma di essere seguito. Decidete: o con me o per la vostra strada. Urla e sedie che volavano. Per me, fu questione di un attimo: decisi di stare con lui. Un’attrattiva istintiva. Poi, col tempo, ho approfondito la persuasione razionalmente […] Molti anni da insegnante. Il lavoro più bello del mondo: coi ragazzi ti devi sempre rimettere in discussione. Poi il ”Sabato’. Bella esperienza finita male. […] ”Tempi’ è nato perché volevo fare una cosa mia. In più, c’è stato un fatto personale. Un amico, Antonio Simone (ex assessore regionale Dc) è finito nel tritacarne di Mani Pulite: dieci processi, vita politica cancellata. Alla fine ne è uscito assolto da tutto […] Non mi andava giù. Così, nel 1995, ho iniziato. Eravamo in due. Siamo cresciuti per passaparola. E con il conforto di don Giussani, che ci disse: provate, rischiate”» (Davide Perillo, ”Sette” n. 37/2000).