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 2002  dicembre 12 Giovedì calendario

Rossi Ezio

• Torino 31 luglio 1962. Allenatore. Dal marzo 2010 sulla panchina del Gallipoli (B). Ex calciatore, esordì in A il 7 novembre 1982 in Fiorentina-Torino 0-0. Nell’83 andò Lecce in B e tornò in granata nell’85, diventando capitano simbolo per la curva Maratona (111 presenze, 8 gol). Nel ”90 al Verona di Eugenio Fascetti, con cui vinse il campionato di B: 3 stagioni e ancora la fascia di capitano (93 gare, 8 reti). Nel ”93 andò a Mantova in C1, poi l’Interregionale a Legnago. Dal ”95 a Treviso passò in due stagioni dalla C2 alla B. Nel ”99 chiuse e andò ad allenare il Legnago in D. L’anno dopo fu a Trieste in C2, dove vinse due tornei consecutivi e riportò la squadra giuliana fra i cadetti dopo 11 anni • «Era un ”ragazzo del Filadelfia”, come, affogati nell’inesauribile nostalgia, i tifosi del Torino definiscono i giovani usciti da quello che, una volta, era il più prolifico settore giovanile d’Italia. Abitava a 500 metri dal defunto stadio, le cui pietre sono diventate oggetto di culto: a otto anni coprì la distanza con suo padre Albino per cominciare la sua carriera di calciatore. […] Colto e preparato, di lui Eugenio Fascetti diceva: ”Con Rossi un allenatore non deve fare nulla: basta mandarlo in campo e si arrangia”. […] ”La mia passione è l’arte moderna. Giro spesso per gallerie. Quando ero calciatore ho acquistato qualcosa, giovani artisti […] Futurismo e arte povera. Potessi […] I guadagni, da giocatore a tecnico, si sono ridotti. Per farmi una collezione devo arrivare a una squadra da Champions League”» (Roberto Perrone, ”Corriere della Sera” 11/12/2002) • «Come allenatore frequento ancora le elementari. Devo avere seminato bene da giocatore [...] Ho cercato di rubare il mestiere per tempo e di migliorare le conoscenze adattandole alle esigenze. Mantengo lo stesso approccio che ho verso la politica: preferisco le persone alle ideologie. I modelli sono quelli vincenti: Capello, Lippi ma anche Simoni e Fascetti [...] Non c’è più niente da inventare. Chi si propone come santone è solo un venditore di fumo. Parlano bene, incantano gli sprovveduti, cavalcano l’onda. Ma quando la parabola diventa discendente s’aggrappano allo stress. Faccio fatica ad accettarli [...] Sacchi resta un esempio di innovazione reale, il problema semmai sono gli imitatori. Arrigo ha portato avanti un metodo rivoluzionario, cambiando la cultura del lavoro. E ha abolito alibi e paure: anche in trasferta si doveva aggredire come nel cortile di casa. Così ha azzittito il Bernabeu [...] Cerco di evitare la pesantezza di due allenamenti al giorno. Diversifico, allento la tensione. Dobbiamo faticare senza accorgercene. Ho cominciato a sperimentare questo metodo quando allenavo a Legnago, nell’Interregionale. Erano dilettanti: chi veniva dalla fabbrica, chi da scuola, chi faceva il garzone nel negozio, chi arrivava da Verona dopo un’ora di macchina. In comune avevano tutti la sveglia alle 7 di mattina: potevo mai pensare di stressarli? [...] Se obbligassi un ragazzo di 20-25 anni a rientrare a casa alle nove, al secondo mese mi guarderebbero come un pazzo, smettendo di seguirmi anche sul resto. Tanto, il giocatore ti frega quando vuole. Devo fargli capire che si può trovare un compromesso. Chessò, bagordi una sera a settimana [...] Per allenare il Toro avrei firmato anche in bianco. Quando ho accettato l’offerta, molti presidenti mi hanno detto: sei pazzo, da un altra parte uno come te avrebbe guadagnato il doppio [...] Mio padre aveva l’officina a 500 metri dal Filadelfia. Mi prendeva per un orecchio e mi costringeva a guardare le partite di tutte le selezioni del Toro: dai pulcini alla serie A. Una volta mi disse: o ti fai venire il sangue granata o sei diseredato. [...] Cerco di evitare le persone del mio ambiente, altrimenti finisci per parlare solo di calcio. Sento il bisogno di allargare gli orizzonti, di non isolarmi [...] Musica e libri. Sting, U2, mi piace ascoltare i vecchi album dei Pink Floyd. Ma non ho dogmi, un po’ come con i moduli. Assaporo tutto [...] Ho regalato a ogni mio giocatore del Toro Manuale del guerriero della luce di Coelho. Sarei felice se lo finissero: trasmette valori importanti [...] Appartengo al genere dei credenti che si ricordano di Dio quando hanno bisogno. Disperati, alzano gli occhi al cielo: ”Signore, aiutami tu’”» (Giancarlo Laurenzi, ”La Stampa” 28/7/2003).