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 2002  dicembre 12 Giovedì calendario

AMATO4

AMATO Lorenzo Roma 27 aprile 1968. Attore. Secondogenito di Giuliano: «Sperava che intraprendessi la carriera di pianista. Pensava forse che avrei avuto più fortuna? I concertisti in Italia sono solo una decina. Il resto dei diplomati sono insegnanti […] Una compagna di classe aveva un paio di biglietti omaggio per assistere a una commedia musicale di Claudio Carafoli. Timido come sono, finito lo spettacolo, feci uno sforzo per andare a ringraziare il regista-autore. Mi chiese se ero interessato al teatro. Risposi di sì, avevo frequentato tutti i pomeriggi il laboratorio teatrale del liceo scientifico. Mi prese come assistente volontario, non apparivo neanche in locandina. Per lo spettacolo successivo, Angeli sotto la luna, mi volle come attore. Avevo 21 anni. Ballavo e cantavo. Per fortuna nel coro. Solista era Massimo Di Cataldo, sconosciuto a quei tempi […] Il primo spettacolo in assoluto visto a teatro furono I sei personaggi in cerca di autore al teatro Eliseo. Mi colpì molto Il principe di Homburg, con la regia e l’interpretazione di Lavia. Mi portava mia madre, lei si annoiava, io no, perché se non mi prendeva il testo seguivo i movimenti degli attori, i cambiamenti di scena, dei costumi. Mi affascinava il senso delle parole […] Un po’ di popolarità l’ho avuta con I ragazzi del muretto. Alla posta e al supermercato mi fermavano. Un ruolo ottenuto dopo molti provini per la parte di Franz, un ragazzo complessato, di buona famiglia, che però in segreto faceva il dj […] Adesso sono piombato nella dimenticanza più assoluta […] Il problema è che non sono né bello né brutto, né alto né magro. Di trentenni come me ce ne sono almeno 300 che in Italia fanno gli attori. I registi fanno fatica a darti ruoli se non sei collocabile in un personaggio preciso» (Valeria Paniccia, ”Sette” n.18/2000).