varie, 12 dicembre 2002
AMATO2
AMATO Francesco Messina 11 marzo 1931. Giudice. Presidente della prima Corte d’Assise di Roma. «Un magistrato che ha fatto la storia giudiziaria d’Italia con i processi alle Brigate Rosse, ad Autonomia Operaia, ai Nar, alla banda della Magliana… fino a quello recente per l’omicidio di Marta Russo: quante volte lo abbiamo visto in tv, paziente ma caparbio, attento ma imperturbabile, mentre teneva a bada le tensioni tra accusa e difesa […] Discreto, parco di dichiarazioni alla stampa, è difficile scoprire l’uomo dietro alla toga del presidente […] ”Nato a Messina, ho studiato a Siracusa: ricordo il sole, l’acqua gelida dei pozzi, l’odore delle carrube, la ricotta nei cavagni… Oggi per la Sicilia provo odio-amore; ci vado, ma di nascosto; ho sempre l’impressione che potrebbe inabissarsi nel mare. A Roma invece ho studiato Legge. Forse perché mio zio era avvocato, forse perché non era obbligatoria la frequenza: dovevo mantenermi e facevo il correttore di bozze. In quel ruolo ero molto conteso”. […] ”Non si può mai arrivare a una sentenza sicura sull’uomo, perché non si conoscono gli impulsi profondi che lo spingono all’azione. Dio non giudica perché sa, noi non dovremmo giudicare perché non sappiamo. Eppure siamo costretti a farlo. Allora non ci resta che formulare un’ipotesi sulla base degli atti processuali. E il rischio d’errore c’è sempre”» (Antonella Barina, ”Il Venerdì” 2/7/1999).