Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  dicembre 06 Venerdì calendario

In passato il gruppo ha avuto una serie di alti e bassi: «Senza andare tanto indietro, solo nel ’93 sembrava boccheggiante e pochi anni dopo era rinato

In passato il gruppo ha avuto una serie di alti e bassi: «Senza andare tanto indietro, solo nel ’93 sembrava boccheggiante e pochi anni dopo era rinato. La posta in gioco è alta, ma dopo due anni l’eventuale passaggio alla Gm potrebbe anche avvenire in condizioni non disastrose come sembra oggi. Se ciò accadrà, la quota Fiat in Gm sarà tale da rassicurare gli italiani. E’ una scommessa? Forse, ma senza vere alternative. Se essa verrà illustrata onestamente ai sindacati, è difficile pensare che possa essere rifiutata a priori. Al mercato bisognerà però dire se si pensa di continuare a far gravare sul gruppo una struttura di controllo barocca come quella attuale che [...] è funzionale a una diversificazione dei rischi che ormai è sempre meno gradita al mercato. comprensibile che concentrarsi sull’auto faccia paura a una famiglia azionista, per quanto dotata di mezzi; la verità è che ormai Fiat non dovrebbe più dipendere dalle scelte esclusive di una famiglia, circostanza che la struttura piramidale consente invece di prolungare. Non è difficile vedere che il capitale di rischio in Fiat è detenuto per oltre il 90 per cento dal mercato; se qualcuno gli prospettasse un piano credibile di rilancio del core business, il mercato probabilmente risponderebbe» (Bragantini).