11 dicembre 2002
Pappalardo Pasquale, di anni 19. Bresciano, il padre in carcere, da tre anni e mezzo gestiva la pizzeria di famiglia a Rezzato, insieme alla madre, Avellino Giuseppina
Pappalardo Pasquale, di anni 19. Bresciano, il padre in carcere, da tre anni e mezzo gestiva la pizzeria di famiglia a Rezzato, insieme alla madre, Avellino Giuseppina. Nel pomeriggio di sabato 30 uscì di casa per andare a trovare la fidanzata. Prima però si recò a un appuntamento con due operai, Cominelli Lorenzo detto Lollo, di anni 23, di Salò, e Paletti Cristian, di anni 25, di Manerba del Garda. Costoro dovevano pagargli mille euro per i 15 grammi di cocaina che s’erano comprati per rivendere e invece avevano finito per sniffare. Il Pappalardo chiese più volte i soldi: alla fine lo presero a sprangate, poi lo portarono in un uliveto, gli sfigurarono il viso con la soda caustica, lo spogliarono e gli legarono le mani. Poi lo seppellirono nella fossa che avevano preparato per lui. In località Portese, frazione di San Felice del Benaco, Brescia. Due giorni dopo suo padre, Pappalardo Maurizio, uscì dal Carcere di Canton Mombello.