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 2002  dicembre 11 Mercoledì calendario

ALLIATA

ALLIATA Francesco Palermo 21 novembre 1919. Imprenditore • «Duca di Salaparuta, nonché principe di Villafranca, perché bisognerebbe ricordare la casa vinicola fondata dalla sua famiglia nel 1820 e dismessa all’inizio degli anni Sessanta, i vigneti del fondo Corvo venduti a pezzetti e il titolo di duca di Salaparuta trasformato in marchio e conteso per dieci anni. Una lunga battaglia legale chiusa con una sentenza che gli consente di usare il titolo di duca di Salaparuta sulle etichette dei suoi gelati. La storia dei sorbetti è l’ultima delle avventure del vecchio aristocratico siciliano, occhi azzurri e riflessi miele che i capelli ancora conservano, conosciuto dai cinefili per aver prodotto La carrozza d’oro di Jean Renoir, uno dei primi film europei a colori. Seicento milioni negli anni Cinquanta, un salasso difficile da recuperare, ma all’epoca i produttori si rovinavano facilmente. ”Soprattutto – racconta – se si aveva a che fare con Luchino Visconti, che a me ne ha presi 140. All’inizio il film doveva farlo lui. Per avere la sceneggiatura il maestro mi ha fatto mettere a libro paga tutti gli scrittori di Roma: Fellini, Pietrangeli, Moravia, Suso Cecchi D’Amico… e non concludeva niente. Poi l’ho sbattuto fuori… pardon, l’ho protestato. E ho preso Renoir. Non volevo rischiare di finire come il povero Salvo D’Angelo a cui, per La terra trema, Visconti era riuscito a mangiare tutto…”. Poi arrivarono i gelati: ”Per diversi anni la mia società ha avuto la licenza per la distribuzione dei gelati Algida in Sicilia. Eravamo talmente bravi che i gelati industriali stavano soppiantando i gelati artigianali siciliani, cioè i migliori gelati del mondo”. A quel punto, il principe si accorge che sta lavorando per il nemico. All’inizio degli anni Novanta apre, alla periferia di Catania, il piccolo stabilimento della Sikelia (40 addetti e 8 miliardi di fatturato). Si inventa dei macchinari che permettono alle famose granite siciliane di essere prodotte su scala industriale senza perdere la loro natura artigianale. ”I problemi erano la catena del freddo e riuscire a far mantenere alle granite la tipica consistenza della nostra tradizione, usando solo prodotti naturali, cioè acqua, succo di frutta e farina di semi di carruba”. Si comincia con i sorbetti al limone, poi arrivano quelli alle arance e al mandarino. Le casse di granite con lo stemma dei duchi di Salaparuta partono verso i supermercati del continente e arrivano fino in Finlandia […] Fra i numerosi titoli collezionati dai suoi antenati nel corso dei secoli, ha anche quello di Signore delle Nevi dell’Etna, che valeva alla sua famiglia il monopolio della neve, unica fonte di freddo sull’isola. Una materia preziosissima nella calda Sicilia del Settecento, indispensabile ai medici per curare i malati e ai cuochi delle famiglie aristocratiche per deliziare i sani con i loro gelati» (Gabriella Giannice, ”L’Espresso” 14/6/2001).