Gloria Satta, ìIl Messaggeroî 27/8/98, 27 agosto 1998
Alberto Sordi a quindici anni studiava di malavoglia ragioneria e sognava il cinema: era il ’35 e si presentò sul set del film Scipione l’Africano
Alberto Sordi a quindici anni studiava di malavoglia ragioneria e sognava il cinema: era il ’35 e si presentò sul set del film Scipione l’Africano. Ex pugili corpulenti e dotati di nodosi bastoni, "del tutto suonati, che menavano come pazzi" gestivano le comparse e il capo, un certo Balilla, assegnava i ruoli: "Gallo, de qua! Romano, de là! Gallo, dequa! Romano de là! Ho detto gallo, te possin’ammazzatte! e giù una mazzata sulla testa del disgraziato che aveva sbagliato schieramento". Lo scenario che riproduceva l’accampamento di Annibale era disseminato di buche: "Ogni tanto qualcuno ci cascava dentro e zitti zitti lo portavano via: si era ustionato, si era rotto qualche osso, era morto? Nessuno lo avebbe mai saputo... Fare la comparsa in quelle condizioni era pericolosissimo, poteva anche costare la vita" (Alberto Sordi a Gloria Satta).