varie, 9 dicembre 2002
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Aleman Arnoldo
• Managua (Nicaragua) 23 gennaio 1946. Politico. Presidente del Nicaragua dal 1997 al febbraio 2002. «Durante i suoi cinque anni di governo il Paese è cresciuto in infrastrutture: sono state costruite strade, ponti e centri commerciali, seguendo alla lettera quello che era stato lo slogan elettorale: ”Opere, non parole”. Dietro ognuna di queste opere, però, c’erano le mazzette , che hanno provocato infine un buco senza precedenti, che nemmeno il più sfacciato dei Somoza ai tempi della dittatura si sarebbe immaginato di lasciare. […] Sono in molti a domandarsi come la sua ascesa sia stata possibile. Da imprenditore incolore senza troppa importanza, El Gordo, ”il grassone”, come viene chiamato, decide di fondare nel 1989 un partito, cui dà il nome di Liberal Constitucional. Attorno a lui riunisce un’accolita di rampanti subalterni che, con il programma di privatizzazioni lanciato dalla presidente eletta nel 1990, Violeta Barrios de Chamorro, vedono moltiplicarsi le possibilità di fare affari. Ottiene la sua parte ed è nominato sindaco di Managua, il palcoscenico ideale per gettarsi anima e corpo nelle elezioni del 1996 quando, evocando la paura dei fantasmi della rivoluzione, diventa presidente della Repubblica […] Da allora ha raccolto proseliti in tutto il Nicaragua, utilizzando il metodo della partecipazione a pagamento alle adunate. Vestiti di rosso – il colore del Partido liberal – e sventolando bandiere con il suo nome stampato sopra, i proseliti rispondono alla chiamata del capo perché sanno che riceveranno in cambio quei 50-100 cordoba che fanno la differenza nella giornata» (Maurizio Campisi, ”diario” 31/10/2002).