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 2002  dicembre 06 Venerdì calendario

YAO MING

YAO MING Shanghai (Cina) 12 settembre 1980. Giocatore di basket. Dei Houston Rockets (dal 2002/2003) • «Alto due metri e 26 e grosso 134 chili […] Uno del quale, appena ombreggiato dalla mole nei corridoi del Compaq Center, l’arena di Houston, Flavio Tranquillo, la voce italiana della Nba, dice: ”Nessuno può sapere dove arriverà, con quel fisico enorme, ma pure con una tecnica eccellente e una coordinazione da ala, più che da centro”. […] Shangai era il posto dove giocava, negli Sharks, sognando di diventare Sabonis: un lituano, dunque, non un americano. Poi s’era visto ai Giochi di Sydney 2000, già balenanti, perché lui era pollo come tutti i ventenni, ma quella stazza la muoveva già senza la goffaggine dei troppo alti, con quella scioltezza che porta dritto in Nba. Il governo cinese ha un po’ nicchiato, l’import export resta un affare delicato, poi ha dato via libera» (Walter Fuochi, ”la Repubblica” 5/12/2002). «[...] è uno dei volti più ambiti per le pubblicità delle multinazionali, guadagna oltre 20 milioni di dollari all’anno. [...] I vertici del partito comunista cinese hanno deciso di nominarlo ”lavoratore modello” del 2005. Per decisione del Consiglio di Stato, il nuovo simbolo del proletariato scelto fra un miliardo e trecento milioni, è un giovanotto che all’età di 25 anni guadagna ventimila volte il reddito del cinese medio (1.025 dollari all’anno). [...] Tradizionalmente l’onore spetta al minatore stakhanovista che ha superato il record annuo di estrazione del carbone, all’operaia tessile iper-produttiva che col ritmo frenetico del suo telaio meccanico invade il mondo di jeans. la prima volta che il titolo va a un miliardario in renmimbi, per di più una star che ha fatto fortuna negli Stati Uniti. A proporre la candidatura di Yao è stato il sindacato operaio di Shanghai (la città dove lui si è diplomato in educazione fisica). La motivazione del sindacato recita: ”Raccomandiamo Yao in quanto rappresenta l’immagine della Cina moderna, oltre a essere un patriota nell’arena della competizione sportiva internazionale”. Yao Ming nell’accettare il riconoscimento ha un sottile accenno di autoironia: ”Lo prendo come un nuovo onore e un incoraggiamento dalla società. Ero abituato a pensare che quel titolo fosse riservato ai comuni operai che faticano duramente. ma adesso, oltre a loro viene premiato anche un tipo speciale di lavoratore emigrante come me”. Il ”lavoratore emigrante” è stato classificato dalla rivista americana Forbes come uno dei campioni sportivi più pagati di tutti i tempi. Oltre alle sue prodezze sul campo di gioco [...] Yao è un formidabile businessman, accurato gestore della propria immagine. onnipresente negli spot pubblicitari televisivi sia in America che in Cina, per grandi marche come la carta di credito Visa, la Apple Computer e Gatorade. In Cina i sondaggi hanno rivelato che è il personaggio più noto fra tutte le generazioni, oltre che l’idolo dei teen-ager. Grazie a lui il campionato di basket americano è ai vertici della audience televisiva fra gli eventi sportivi, superando il calcio cinese. Si sa anche [...] che l´indice di notorietà di Yao Ming ha superato quello dei due leader politici del paese, il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao. Anche nelle cittadine della più sperduta provincia cinese ci si accorge di quanto il paese è cambiato osservando il paesaggio dei manifesti: i ritratti del padre della Cina comunista Mao Zedong, del suo successore Deng Xiaoping, sono sempre più rari e sbiaditi; quelli dedicati ai leader più recenti Jiang Zemin e Hu Jintao sono quasi inesistenti. I manifesti di pubblicità con la faccia di Yao Ming (o Schumacher, o Ronaldo) sono onnipresenti dal centro di Pechino fino ai villaggi dello Yunnan. Ha ragione il sindacato di Shanghai: il senso degli affari di Yao Ming è il modello a cui guarda la Cina di oggi, molto più dei poveri minatori o delle bambine-operaie dell´industria tessile del Guangdong. Una visita al sito Internet del campione (www.yaoming.net) offre una visione del nuovo ”culto della personalità” che ha sostituito la venerazione di Mao. un culto redditizio: un pallone da basket autografato è in vendita online per 400 dollari americani, una maglietta rossa degli Houston Rockets col fatidico numero 11 e la firma di Yao si può ordinare per 600 dollari. E se qualcuno in Cina sta cercando di fare fortuna alle sue spalle con la contraffazione di questi prodotti, c’è da giurare che Yao gli sguinzaglia addosso i migliori avvocati del paese. L’autobiografia di Yao Ming, best-seller sulle due sponde del Pacifico, è esposta nelle bancarelle delle librerie cinesi, nelle edicole delle stazioni ferroviarie, negli shopping mall degli aeroporti. un libro in cui Yao esibisce la sua abilità nel giostrare fra due mondi e due culture, rimanendo politically correct sia per il pubblico americano sia per i suoi connazionali che lo adorano. Le pagine più divertenti sono quelle in cui il campione di basket illustra lo ”choc culturale” da un paese all’altro: per esempio il contrasto fra le sfrenate avventure sessuali dei suoi compagni di squadra afroamericani, e il suo lungo e casto corteggiamento di una collega campionessa della nazionale di basket cinese. Ma nel libro Yao è anche attento a dipingere se stesso come un ”colletto blu del basket”, un ”operaio dello sport” rimasto fedele alle sue origini, e dedito al grande sogno di una vittoria olimpica della nazionale cinese. [...]» (Federico Rampini, ”la Repubblica” 28/4/2005).