Varie, 5 dicembre 2002
MORICO
MORICO Lucia Fano (Pesaro) 12 dicembre 1975. Judoka. Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene (2004) • «Ha lasciato le sue Marche, la natia Fano e la casa di Marotta: adesso vive nel Centro di Preparazione Olimpica della Fijlkam [...] si allena dando il massimo ogni giorno sotto le cure di Felice Mariani, Sandro Rosati ed Ezio Gamba. [...] Per tanto tempo è stata la controfigura della Pierantozzi, l’Emanuela campionessa olimpica della quale è l’erede. Sorriso lucente, simpatia contagiosa la sua, simpatia di una ragazza che da piccina era un maschiaccio, l’unica bimba di dieci anni che combatteva sul tatami in un paesino, Marotta appunto, più adatto ai bagni di mare che alle fatiche del judo.Una storia di cuore ha un po’ cambiato il suo atteggiamento, una storia che l’ha fatta riflettere chiudendosi in se stessa: davanti aveva tanto buio e un futuro incerto. capitato tutto alla vigilia degli Europei di Parigi del 2001. Era maggio. ”Tre giorni prima di partire un controllo medico ha evidenziato una sospetta sindrome di Cutilungo. Mi hanno fermata subito, per tre mesi non ho potuto fare niente. Ho avuto tanta paura. Poi, dopo accertamenti a Pavia, s’è capito che il mio male era congenito”. Tre mesi orribili ma non inutili, quelli. ”Sono diventata cupa, ho pensato tanto alla mia vita, a quello che dovevo fare, al futuro. Ho deciso di chiudere un rapporto sentimentale che durava da cinque anni ed è scoppiata in me una tremenda voglia di judo. Senza allenamento sono andata ai Giochi del Mediterraneo e ho vinto”. una bella ragazza, settantotto chili distribuiti in un metro e ottanta [...] una passione per l’arte e i quadri. ”Dipingere mi piace, mi diletto anche se sono più bravina con il disegno. Ho un diploma all’istituto d’arte e una specializzazione in oreficeria” [...] Il judo le è entrato nel sangue quando aveva dieci anni. Strano davvero per lei, bimba d’una regione con radici pallavolistiche. ”Avevo provato un po’ con la ginnastica ritmica, poi ho conosciuto il judo: un amore a prima vista. Ero l’unica bambina della palestra mentre adesso ci sono più ragazze che ragazzi”. Papà Corrado, che gestisce un’impresa edile, e mamma Gianna che bada alla casa, erano felici della scelta della loro ragazzina. [...] Bella è bella, Lucia, capelli lunghi e sciolti, il coraggio e l’intelligenza per battere l’avversaria insieme ad una punta di vanità femminile. ”Tutti cercano i calendari con le belle donne. Sapete cosa vi dico? Che mi piacerebbe farne un anch’io. Spogliarsi non è peccato e poi certe foto di nudi sono belle. Lo farei per beneficienza e non ci troverei nulla di male”. [...] S’è arruolata nella Guardia di Finanza ed è stata lei a vincere per le Fiamme Gialle la prima medaglia femminile. ”Questo sport mi ha dato anche un lavoro”, sussurra mentre ancora non sa cosa farà da grande. ”Mi ero iscritta all’Isef, ma non ho neppure cominciato. Se insegui grandi traguardi nello sport tempo per studiare non c’è. Qui la vita non è facile, allenamenti e allenamenti, a sera a letto alle undici e mezzo, quasi fossimo in caserma. Nessuna imposizione, ma quando ti alleni poi devi riposare”. un ambiente sano, questo, un ambiente limpido. ”Da noi non ci sono situazioni ambigue. Mi riferisco ad amori saffici che, invece, risultano esserci all’estero dove alcune atlete lo ammettono”. Coltiva le sua passioni, non invidia i calciatori anche perché il football lo segue poco, non tifa per nessuna squadra e pensa che il calcio ”mette un po’ in ombra i nostri sport”. Osserva, un po’ tra il divertito un po’ tra lo sconvolto, che ”Totti guadagna in un anno quanto servirebbe alla nostra federazione per andare avanti un quadriennio. Ma credo che i calciatori siano poco sportivi e tanto vip”» (Carlo Santi, ”Il Messaggero” 4/12/2002).