Sergio Romano, ìCorriere della Seraî 24/11/2002, 24 novembre 2002
La devolution alla Bossi presenta almeno tre rischi. «1) una rivoluzione costosa. Il passaggio alle Regioni degli impiegati statali non ne ridurrà il numero
La devolution alla Bossi presenta almeno tre rischi. «1) una rivoluzione costosa. Il passaggio alle Regioni degli impiegati statali non ne ridurrà il numero. Alla fine del percorso l’Italia scoprirà di avere più pubblici dipendenti di quanti non ne abbia ora. Non basta. Se le Regioni a statuto speciale pagheranno i loro dipendenti meglio di altre, converrà ricordare ciò che già accade in Veneto, dove gli insegnanti fuggono verso il Trentino per incassare gli stipendi più generosi della provincia autonoma. Tutte le retribuzioni tenderanno ad assestarsi sui livelli più alti. In altre condizioni ne saremmo felici. Oggi dobbiamo chiederci se il patto di stabilità ce lo permetta. 2) Le Regioni dovranno fornire servizi nuovi e lo faranno spesso con personale raccogliticcio, privo di formazione e scelto con criteri clientelari. Paradossalmente l’Italia federalista sarà amministrata peggio, almeno in una prima fase, di quella centralizzata. 3) Se il federalismo fiscale verrà applicato con rigore, alcune Regioni saranno più povere, meno efficienti e ancora meno capaci di fornire i beni (sicurezza, sanità, educazione) che la devolution trasferisce nelle loro mani» (Romano).