Mario Reggio, la Repubblica 27/11/2002, 27 novembre 2002
L’attuale sistema di cura «attuato dal sistema sanitario nazionale consente al malato che vive in un qualsiasi paese del sud di farsi curare all’Istituto tumori di Milano o di portare il proprio bambino al Gaslini di Genova
L’attuale sistema di cura «attuato dal sistema sanitario nazionale consente al malato che vive in un qualsiasi paese del sud di farsi curare all’Istituto tumori di Milano o di portare il proprio bambino al Gaslini di Genova. E in futuro?» (Giulio Anselmi). [5] Rosy Bindi: «Ogni Regione potrà scegliere il modello sanitario, se vorrà abbandonerà quello universalistico e passare alle assicurazioni private. Sparirà il Fondo sanitario nazionale che ha una funzione perequativa nei confronti delle Regioni più povere. Scomparirà il diritto dell’accesso ai servizi uguale per tutti, la gratuità delle prestazioni, la globalità della copertura delle forme di assistenza. Tutti principi garantiti dalla ”legislazione concorrente” tra Stato e Regioni». Il ministro Sirchia: «La devolution non dovrà intaccare il rispetto degli standard come l’efficacia dei farmaci, le vaccinazioni. E ci sono settori di ricerca come i tumori, le malattie rare o i trapianti, che non possono avere confini regionali. Deciderà il Parlamento».