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 2002  novembre 28 Giovedì calendario

Adams Scott

• Windham (Stati Uniti) 8 giugno 1957. Fumettista • «L’inventore di Dilbert, il Fantozzi made in Usa, ovvero uno dei fumetti più redditizi con i suoi 60 milioni e oltre di lettori su più di 1.900 giornali in 58 Paesi, compresi il “Boston Globe” e “The Chicago Tribune” […] Da quando, nel 1995, ha abbandonato il suo posto da 70 mila dollari l’anno alla Pacific Bell, si è trasformato lui stesso in una vera azienda. Che macina utili: oltre alle strisce, ai 17 libri e ai gadget, dalle cravatte ai pupazzetti, venduti nei negozi o attraverso il suo sito internet , gira il mondo raccontando come nascono i suoi personaggi e le sue controteorie di managemente per 20-30 mila dollari a conferenza. E poiche il suo sito è visitato da oltre 100 mila persone al giorno, gli spazi pubblicitari arrivano a costare 12 mila dollari al mese […] La sua bibbia su come sopravvivere al proprio manager, The Dilbert Principle, è stata per un anno in vetta alla classifica dei best-seller di “Business Week”, ha venduto oltre 2 milioni di copie e gli ha fruttato un contratto da 20 milioni di dollari per altri cinque libri […] Nato nello Stato di New York sulle Catskill mountains dal 1979 vive nella baia di San Francisco, è laureato in economia e ha preso un Mba a Barkeley nel 1986 […] Dilbert (che è il nome suggerito da un ex collega) è stato registrato nell’89 presso la United Feature Syndacate, una divisione di United Media […] L’inconfondibile impiegato, schiacciato dalla routine aziendale e perseguitato dalle nuove teorie di marketing e gestione del personale, è un patchwork di tutti i suoi colleghi […] Al fianco dell’impiegato senza bocca, dalle lenti spesse, i calzini bianchi, le cravatte a righe svolazzanti e le camicie sempre bianche […] è un diabolico cagnolino con gli occhiali, Dogbert, convinto di riuscire prima o poi a governare il mondo, visto che gli uomini sono troppo stupidi per fermarlo […] Inseguiva il sogno di diventare disegnatore fin da bambino. A 11 anni fu rifiutato da una scuola di disegno perché troppo giovane. […] “Non faccio politica con Dilbert. Il mio obiettivo è guadagnare abbastanza con un lavoro che posso fare in pigiama, a casa”» (Valeria Palumbo, “Capital” n.7/1999).