Varie, 28 novembre 2002
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Acuff Amy
• Port Arthur (Stati Uniti) 14 luglio 1975. Saltatrice in alto. Ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta (1996), Sydney (2000), Atene (2004), Pechino (2008) • «Quando caracolla in pedana inguainata in slip foderati di pelliccia è facile scambiarla per una top model ingaggiata per un défilé di costumi sportivi. Languida, vanitosa, tentatrice. Una pin up. Che di mestiere però fa la campionessa […] Avvenente, valorizza le grazie con la stessa naturalezza che la spinge ad andare a caccia di medaglie. Ci tiene a esibire le cosce interminabili. Ed è arduo stabilire se siano più da ammirare le gambe o le performances. “C’era un tempo”, è il suo pensiero, “in cui le atlete badavano più ai muscoli che all’aspetto. Ma oggi, con la tirannia dell’immagine, non possiamo permetterci di apparire donne-robot, a una sola dimensione. Una campionessa è giusto che abbia un look attraente. O almeno intrigante” […] Alle Olimpiadi di Atlanta si era fatta male all’anca, il che non le aveva permesso di rendere al meglio. […] Campionessa americana di salto in alto (1997) […] Ha fatto parlare di sé come promotrice del calendario Omni lite, in cui è apparsa insieme con altre 11 bellezze dell’atletica Usa» (Gianni Perrelli, “L’Espresso” 7/9/2002) •«Già protagonista di calendari osé, si presenta in pedana con body originali, a volte anche di piume. Eliminata nelle qualificazioni di Atlanta 1996, nella stagione seguente ha superato il tetto dei due metri» (“Capital”, n. 9/2000).