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 2002  novembre 27 Mercoledì calendario

Abecassis Eliette

• Strasburgo (Francia) 27 gennaio 1969. Scrittrice • «Scrittrice francese di formazione filosofica, autrice di ”thriller metafisici” (la definizione è sua) e di romanzi intimisti ben accolti in Francia [...] giovane ebrea dagli occhi languidi [...]» (Leonetta Bentivoglio, ”la Repubblica” 20/6/2004) • «Il coraggio e il talento non le mancano […] Sguardo mite, lineamenti fini e voce esile, nei suoi libri non teme di affrontare argomenti che, per la loro difficoltà, farebbero tremare le vene ai polsi del più sperimentato degli scrittori […] Il suo primo sorprendente romanzo, Qumran, una specie di thriller teologico tradotto in tutto il mondo, raccontava il mistero dei rotoli del Mar Morto e s’interrogava sull’identità storica di Gesù Cristo. […] Con L’oro e la cenere affronta niente meno che la tragedia dell’Olocausto e l’origine del male assoluto. Oscillando tra inchiesta filosofica e legal thriller. […] ”Per me è naturale parlare di questi argomenti. Sono nata in una famiglia di ebrei sefarditi, sono cresciuta in un ambiente molto religioso e sono praticante. Mio padre ha scritto diversi libri sul pensiero ebraico e insegna Talmud […] Credo alla ”narratività della conoscenza”, come l’ha definita Umberto Eco. Il romanzo è una forma di iniziazione spirituale, un’iniziazione a un sapere che, naturalmente, non è solo una somma di informazioni. Il romanzo non deve essere un genere edificante o morale, non deve convincere di nulla. Al suo interno è però possibile dar voce a tesi opposte, farle scontrare, scuotendo le certezze del lettore e suscitando le sue reazioni. […] Mi piace mischiare finzione e realtà”» (Fabio Gambaro, ”L’Espresso” 27/8/1998) • «Ha firmato anche la sceneggiatura di Kadosh, la bella trasposizione cinematografica del romanzo diretta da Amos Gitai. […] Ha vissuto parecchi mesi in Israele tra gli ebrei ortodossi chassidim. […] ”Un’amica mi aveva prestato una casa per scrivere. Per due anni ho fatto la spola tra Parigi e Israele. Laggiù passavo il tempo libero nel quartiere di Mea Shearim, a Gerusalemme, con una famiglia che aveva sette figlie femmine. Parlavamo, andavamo insieme alle celebrazioni. […] Lì è nata l’idea di Ripudiata. [...] Volevo scrivere un romanzo erotico. […] Mi sono ispirata al Cantico dei Cantici, che esalta la componente fisica dell’amore”» (Monica Capuani, ”Io donna” 6/10/2001).