"Corriere della Sera" 23/11/2002 pagina 33., 23 novembre 2002
«L’uomo reale, al di là delle belle parole di speranza, al di là di un possibile riequilibrio delle fortune e delle sfortune che si attende, al di là della predicazione di una giustizia in un tempo di là da venire, non può fare a meno di notare, e questo suo notare diviene urlo, che i cattivi, gli empi, non sono affatto sempre sfortunati, ma spesso prosperano e sono felici molto più dei giusti» (Fausto Bertinotti)
«L’uomo reale, al di là delle belle parole di speranza, al di là di un possibile riequilibrio delle fortune e delle sfortune che si attende, al di là della predicazione di una giustizia in un tempo di là da venire, non può fare a meno di notare, e questo suo notare diviene urlo, che i cattivi, gli empi, non sono affatto sempre sfortunati, ma spesso prosperano e sono felici molto più dei giusti» (Fausto Bertinotti).