Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  novembre 26 Martedì calendario

ABBAGNATO Eleonora

ABBAGNATO Eleonora Palermo 30 giugno 1978. Ballerina. toile dell’Opéra di Parigi • «All’Opéra di Parigi non la chiamano l’Italienne. […] entrata in una delle più famose compagnie di balletto dopo essersi diplomata alla Scuola dell’Opéra, prima italiana della storia recente. stata Claude Bessy la direttrice che l’ha voluta assolutamente dopo averla notata durante uno stage a Venezia. Per questo i francesi tendono a considerarla una delle loro, non hanno remore ad affidarle moltissimi ruoli di primo piano, non si stupiscono della fulminante carriera. Entrata in compagnia nel 1996, è diventata premiére danseuse nel febbraio del 2001. E subito la rivista ”Danser” le ha dedicato una copertina. [...]» (Sergio Trombetta, ”Specchio” 15/12/2001) • «A tre anni la mamma non poteva badarle quando il suo negozio si popolava di signore impegnate a provare golf e tailleurs. E bussava alla porta accanto, alla scuola di danza della sua amica Marisa: ”Mi tieni Eleonora?”. Parcheggiata, accucciata in un angolo, davanti ad allieve incerte fra specchi, sbarra e tutù, la piccola s’incantava. All’inizio, immobile come una bambola. Poi, animata dalla voglia di provare, di imitare, di volare. Comincia così, a Palermo, la favola di Eleonora Abbagnato [...] la bimba che in Sicilia muoveva i primi passi per caso nella scuola della vicina di bottega, si muove già da tanti anni leggiadra e perfetta come prima ballerina sul palcoscenico più ambito del mondo, l’Opera Garnier di Parigi, casa a due passi dal Sacre Coeur, la mattina cappuccino e croissant fra gli artisti di Montmartre. Sarà per i tratti eterei del viso, i lunghi capelli dorati, gli occhi colore del mare, soave e leggera come i suoi passi, ma quando i francesi applaudono Eleonora Abbagnato molti non immaginano che quella cicogna dallo scatto armonioso arrivi da Palermo. ”Oui, je suis sicilienne, e me ne vanto”, precisa lei, con un ironico sorriso di sfida, quasi a difesa di una storia che si porta appresso, senza mai dimenticare le prime lezioni nella scuola dell’amica di famiglia, Marisa Benassai [...] Un percorso cominciato fra saggi e concorsi con la ”benedizione” di Pippo Baudo. Perché quando si tratta di talenti siciliani, lo ”zio” Pippo non può mancare. Fatto sta che si accorse per primo della bimba prodigio. O, almeno, con lui Eleonora ebbe il primo passaggio tv. A 11 anni. E mamma Piera [..] capì che doveva credere nella sua piccola, pronta a correre ovunque, a macinare migliaia di chilometri per un’audizione. ”La svolta arrivò ad un provino con Carla Fracci. E poi con il mitico Roland Petit, a 12 anni”, evoca Eleonora [...] ”Venni condotta per mano da loro davanti al grande coreografo che mi portò via, in tournée, fra Marsiglia e Parigi...”. Ma bisognava attrezzarsi sempre meglio nella tecnica. E allora ecco che la mamma l’accompagna a Montecarlo, in una scuola dove resta sei mesi, per poi passare un altro anno a Cannes, ammessa nel gruppo di Rossella Hightower. ”Parigi, i grandi... Ma rivedo una bambina che non si lasciava accecare dalle luci perché volevo solo ballare”, racconta con semplicità la protagonista di questa escalation culminata in un incontro a Venezia con Claude Bessy [...] direttrice della scuola dell’Opera di Parigi, la più grande maestra. ”Possiamo provare”, fu il verdetto. E la madre Piera partì per l’ennesimo viaggio, felice, ma col cuore piccolo perché stavolta avrebbe dovuto lasciare la sua bambina da sola. ”Allora capii di non essere nessuno, anche se in Italia ero coccolata, presentata da Baudo, accolta dagli applausi di un pubblico che spesso aveva sentito parlare del piccolo prodigio. Mi trovavo a danzare fra bimbe snodatissime, fisici pazzeschi, alte, perfette nei movimenti. Mi sembrava di non avere le loro doti. Ma avevo testa e volontà. E mi dissi: non sei arrivata, sei solo all’inizio, anzi, qui bisogna proprio ricominciare da capo ricostruendo le basi”. stata dura, durissima. ”Prove ed esami continui. Come a un soldato in addestramento”. A diciott’anni anni, l’ammissione al corpo di ballo. ”Eravamo rimaste in 10. Poi veniamo prese solo in due”. Alla fine l’exploit del 2001. ”L’anno del grado di prima ballerina, premiere danceuse”. E torna ad allenarsi pensando alla gara per l’aureola di Etoile [...]» (Felice Cavallaro, ”Corriere della Sera” 17/12/2004).