Enzo Bettiza, ìLa Stampaî 22/11/2002, 22 novembre 2002
Mai s’erano visti tanti rovesciamenti paradossali come nell’interregno che va dalla fine del «secolo breve» all’inizio tempestoso del 2000
Mai s’erano visti tanti rovesciamenti paradossali come nell’interregno che va dalla fine del «secolo breve» all’inizio tempestoso del 2000. «Poco più di un decennio, dapprima luminoso e poi sempre più buio. Esso si è esteso dalla brusca interruzione nel 1989 della guerra fredda, che aveva per epicentro l’Europa, per approdare infine, dopo gli eccidi balcanici, alle frantumate guerre planetarie terroristiche e antiterroristiche. Queste non hanno più epicentri né confini convenzionali e simmetrici: si spostano a singhiozzo lungo imprevedibili linee transcontinentali da New York a Kabul, da Bali a Mosca, dalle Filippine ai deserti dello Yemen e presto dell’Iraq. su tale sfondo estremamente mosso e insidioso, impensabile ai tempi della rigida geopolitica bipolare, che si è compiuta in questi giorni l’ulteriore dilatazione dei confini strategici del Patto Atlantico» (Enzo Bettiza).