mm, 25 novembre 2002
Ciuffardi Livia di anni 82. Viveva da sempre in una vecchia casa in fondo a un vicolo nel borgo antico di Riccò del Golfo (La Spezia)
Ciuffardi Livia di anni 82. Viveva da sempre in una vecchia casa in fondo a un vicolo nel borgo antico di Riccò del Golfo (La Spezia). Con lei il marito, Barrani Mazzini Umberto, di anni 86, ex impiegato dell’Arsenale Militare, conosciuto col nome di Vittorio, tipo strano, mai una parola né un sorriso, lo si vedeva di rado, alla fermata della corriera, intento a lanciare occhiate compiaciute alle ragazze. La coppia era accudita da tempo da Orlandi Nadia, di anni 32, qualche precendente per truffa insieme al compagno, Terribile Valerio, di anni 40. Giovedì i due furono invitati a pranzo dalla Ciuffardi, che per l’occasione aprì una bottiglia di vino. Arrivati al caffé, il Barrani, da tempo convinto che la badante mirasse ai suoi soldi, cercò il libretto bancario. Non trovandolo, impugnò il suo vecchio fucile da caccia, ci infilò pallottole destinate ai cinghiali e sparò contro il Terribile, ancora seduto a tavola. Poi ferì alla scapola la Orlandi, che fuggì. Il Barrani provò a inseguirla, poi tornò indietro e uccise la moglie con un colpo al petto. Infine si sedette, ingollò tranquillanti e scrisse il biglietto ”ho fatto giustizia”. Riacchiappò il fucile e provò a spararsi ma si mancò: il proiettile finì nel muro dopo avergli sfiorato la gola. Furioso, ferì due carabinieri che tentavano di disarmarlo. In un paesino nascosto tra i boschi della Val di Vara, La Spezia.