La Stampa, p. 25, 25/11/2002., 25 novembre 2002
Un pomeriggio con Jean Genet raccontato da Andrea Camilleri: "Decise che doveva farmi vedere un suo breve film intitolato Canto d’amore
Un pomeriggio con Jean Genet raccontato da Andrea Camilleri: "Decise che doveva farmi vedere un suo breve film intitolato Canto d’amore. Sosteneva che qualcuno a Roma, da qualche parte, doveva averne una copia. Passammo il pomeriggio, la sera e una parte della notte a cercare questo film, la storia d’amore tra due carcerati. Telefonò a una decina di persone (tra le quali Luchino Visconti e si insultarono violentemente, non so perché) altre ne incontrammo di persona. Con uno, a Trastevere, mi pare si chiamasse Demetrio, fece a cazzotti e lo stese.; eravamo in un vicolo buio, nessuno intervenne. Alle due di notte mi riaccompagnò a casa in taxi, mi abbracciò, mi diede un numero di telefono, mi fece giurare che verso le dieci del mattino lo avrei chiamato" (da ”L’ombrello di Noè” di Andrea Camilleri).