Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
A Milano un cuore artificiale grande come una sigaretta ha salvato la vita di una donna di 55 anni. Lo hanno impiantato lo scorso settembre i medici dell’équipe di Tiziano Colombo, dell’Ospedale Niguarda: grazie a questo dispositivo usa e getta, l’Impella Recover 100, la paziente è riuscita a sopravvivere fino al trapianto di un cuore vero
A Milano un cuore artificiale grande come una sigaretta ha salvato la vita di una donna di 55 anni. Lo hanno impiantato lo scorso settembre i medici dell’équipe di Tiziano Colombo, dell’Ospedale Niguarda: grazie a questo dispositivo usa e getta, l’Impella Recover 100, la paziente è riuscita a sopravvivere fino al trapianto di un cuore vero. Finora il cuore Impella era stato usato solo dopo gli infarti e le operazioni con circolazione extracorporea. «La forza di questa piccola pompa elettrica delle dimensioni di un catetere» ha spiegato Ettore Vitali, direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia del Niguarda, «sta nella capacità di aiutare il paziente critico, che a causa del cuore non funzionante ha anche altri organi che soffrono. Si usura però nel giro di una settimana». Grazie a Impella gli organi della paziente hanno ripreso a funzionare e la donna è riuscita così a sopportare dopo tre giorni il trapianto cardiaco.