Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
Nuove ipotesi sull’età del teschio Toumaï, scoperto quest’estate nel deserto del Djurab, a nord del Ciad, Africa centrale
Nuove ipotesi sull’età del teschio Toumaï, scoperto quest’estate nel deserto del Djurab, a nord del Ciad, Africa centrale. Acclamato come il più antico ominide mai rinvenuto, la sua importanza viene adesso ridimensionata da alcuni scienziati. Primo tra tutti l’antropologo Milford Wolpoff dell’Università del Michigan, ad Ann Arbor, che lo considera semplicemente un primate, forse l’antenato del gorilla. Secondo Wolpoff, infatti, la forma del cranio, in particolare la regione in cui s’inseriscono i muscoli del collo, non sarebbe compatibile con la stazione eretta, come sostengono i suoi scopritori. E i denti assomiglierebbero a quelli delle femmine di gorilla. Un altro antropologo, Bernard Wood, dell’Università George Washington, è convinto invece che Toumaï non sia imparentato con alcun essere vivente, ma il prodotto di un ramo evolutivo ormai estinto. Se così fosse, Michel Brunet dell’Università di Poitiers, Francia, capo della squadra internazionale che ha eseguito gli scavi, riceverebbe un duro colpo. In luglio, sulla rivista ”Nature”, affermava: « emozionante tenere nelle proprie mani l’inizio della vita umana. L’ho cercato così a lungo. Sapevo che un giorno lo avrei trovato». Le caratteristiche uniche di Toumaï - scatola cranica simile a quella delle scimmie, faccia corta e i denti vicini agli umani - lo hanno fatto catalogare come una nuova specie: Sahelantropus tchadensis. Vecchio tra 6 e 7 milioni di anni, se si dimostrasse un ominide come sostiene Brunet, sarebbe la più antica testimonianza della vita umana sulla Terra, e rivoluzionerebbe la attuali teorie sull’origine dell’Uomo anticipando il momento in cui è avvenuta la differenziazione dagli scimpanzé. La scoperta e le ultime ipotesi sul teschio africano sono state pubblicate dalla rivista ”Nature”.