Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
Venti nuove costruzioni dolmen e 3.500 monete d’argento scoperte in Sardegna. Il ritrovamento è opera dagli archeologi della sovrintendenza di Sassari e Nuoro
Venti nuove costruzioni dolmen e 3.500 monete d’argento scoperte in Sardegna. Il ritrovamento è opera dagli archeologi della sovrintendenza di Sassari e Nuoro. I dolmen, due lastre verticali sormontate da un terzo lastrone orizzontale, giacevano nella necropoli del sito archeologico di Santu Miali, nella periferia di Padru, Sassari. Un tempo, tra il 2700 a.C. e il 2900 a.C. erano utilizzati come tombe collettive o monumenti rituali. Più famosi sono quelli di Stonehenge, in Inghilterra, e di Carnac, in Francia. Le monete invece, in ottimo stato di conservazione, sono state trovate sotto l’altare di una chiesetta del 1200, sempre nei pressi di Padru: furono coniate dalla Repubblica di Genova tra il 1100 e il 1300. Prendono il nome di genovini dalla scritta «Ianua», antico nome di Genova, presente sul retro. Secondo gli archeologi, il tesoro venne nascosto al tempo in cui la costa orientale della Sardegna subiva gli attacchi dei pirati saraceni. Padru, infatti, si trova a pochi chilometri da San Teodoro, dove si era installata una guarnigione di soldati genovesi a difesa di queste terre. Le monete quindi potrebbero essere gli stipendi dei soldati o i tributi versati a un esattore, forse rubati e occultati in fretta.