Mdt novembre 2002, 22 novembre 2002
A Singapore i banchi vendita delle farmacie sono decisamente insoliti. L’uomo ritratto nella foto sta preparando scorpioni secchi che - insieme a coleotteri, cicale, stelle marine - la medicina cinese classifica tra le sostanze terapeutiche
A Singapore i banchi vendita delle farmacie sono decisamente insoliti. L’uomo ritratto nella foto sta preparando scorpioni secchi che - insieme a coleotteri, cicale, stelle marine - la medicina cinese classifica tra le sostanze terapeutiche. Un’usanza che in Occidente non ha molta fortuna, se si eccettua l’uso di corna di cervo tritate come afrodisiaco. Le sostanze di origine vegetale invece, sono popolari anche da noi. Come il Ginkgo biloba, ritenuto un valido aiuto per la memoria. Ma una recente ricerca ne contesta l’efficacia: Paul Solomon, psicologo al Williams College di Williamstown, Usa, ha somministrato a 230 persone sopra i 60 anni d’età, la dose di ginkgo consigliata dalle case farmaceutiche per il periodo indicato di 4 settimane. Risultato: dopo sei settimane nessun miglioramento nelle prestazioni mmemoniche rispetto ai volontari che prendevano un placebo (sostanza inerte). La ricerca, pubblicata sulla rivista dell’American Medical Association, è in controtendenza rispetto alle altre secondo cui il ginkgo potenzierebbe l’afflusso di sangue al cervello, migliorandone l’ossigenazione. Il ginkgo, inoltre, proteggerebbe le cellule dall’attacco dei radicali liberi.