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 2002  novembre 22 Venerdì calendario

La più grande delle tre piramidi della piana di Giza, quella di Cheope, è diversa da come si pensava

La più grande delle tre piramidi della piana di Giza, quella di Cheope, è diversa da come si pensava. A scoprirlo è stato un archeologo molto speciale: un piccolo robot, Pyramid Rover, costruito per iniziativa della rivista statunitense ”National Geographic”. Grazie a un cavo a fibre ottiche, il robot è riuscito a vedere oltre un masso che ostruiva un condotto diretto alla misteriosa camera della regina. Ma pochi metri dopo è stato fermato da una seconda lastra di pietra. Così ha provato a entrare in un altro condotto, facendo nuova luce sulla mappa della piramide. Caratteristica unica di Cheope è infatti la presenza di quattro stretti condotti che si dirigono diagonalmente verso l’alto sbucando all’esterno: due a partire dalla camera del re, in cui si trovava il sarcofago mai ritrovato del faraone, e gli altri due dalla camera della regina, più piccola che, nonostante il nome, non fu mai destinata alla moglie di Cheope. Dopo aver tentato dal condotto sud, il robottino si è inoltrato nel sinuoso condotto nord che si credeva lungo solo pochi metri, e che invece si è rivelato identico all’altro. I due massi che hanno bloccato Pyramid Rover in origine potrebbero essere stati coperture di botole per la circolazione dell’aria e l’espulsione della polvere durante i lavori di costruzione. Alto solo 12 centimetri, il robot si avvale di nuove tecnologie sperimentate durante le ricerche dei dispersi tra le macerie del World Trade Center