Mdt ottobre 2002, 22 novembre 2002
Karen McKenzie studia gli insetti all’Università della Florida a Gainesville, negli Stati Uniti: il suo sogno è capire perché le zanzare preferiscono pungere alcune persone e non altre
Karen McKenzie studia gli insetti all’Università della Florida a Gainesville, negli Stati Uniti: il suo sogno è capire perché le zanzare preferiscono pungere alcune persone e non altre. Per questo presta il suo braccio agli insetti affamati. Con un po’ di fortuna i suoi studi dovrebbero portare allo sviluppo di un nuovo repellente. Gli anti-insetti sono spesso l’unica vera forma di prevenzione contro le gravi malattie trasmesse dalle zanzare, come la dengue, la febbre del Nilo occidentale o la malaria. Quest’ultima infezione, secondo un recente studio, potrebbe essere molto più difficile da combattere del previsto. Un team di ricercatori, guidato da Xin-zhuan Su, ha infatti scoperto che il Dna del parassita che la provoca, il Plasmodium falciparum, varia molto da un continente all’altro. In particolare alcune sequenze, dette Snp, cambiano rapidamente, il che rende arduo trovare un farmaco che funzioni in Brasile come in Cina o in Congo. Secondo gli studiosi il Plasmodium si è evoluto tra 100 mila e 180 mila anni fa, e probabilmente è stato diffuso dalle popolazioni umane che migravano.