Mdt ottobre 2002, 22 novembre 2002
Il piacere di una carezza arriva al cervello anche quando la pelle ha perso ogni sensibilità al tatto
Il piacere di una carezza arriva al cervello anche quando la pelle ha perso ogni sensibilità al tatto. A fare questa scoperta è stato un gruppo di ricercatori dell’Università Shalgrenska, dipartimento di neurofisiologia, a Göteborg, Svezia, guidati da Håkan Olausson, mentre studiava una paziente colpita da una malattia neurologica che le aveva reso la cute insensibile agli stimoli esterni: se sfiorata con uno strumento medico, non si rendeva conto di essere toccata. Ma se accarezzata con un pennello sottile, provava piacere. I medici, fotografando con la risonanza magnetica (una strumentazione simile alla radiografia) il cervello della donna, hanno visto che le fibre mieliniche, quelle che portano dagli arti alla mente le informazioni su forma e consistenza degli oggetti toccati, erano distrutte. Altre invece, chiamate Ct e di cui non si conosceva la funzione, erano ancora attive. Gli studiosi hanno quindi dedotto che le emozioni viaggiano attraverso questo canale privilegiato. Secondo Stefano Cappa, presidente della facoltà di psicologia del San Raffaele di Milano, è probabile che anche il piacere sessuale percorra le fibre Ct.