Mdt ottobre 2002, 22 novembre 2002
Sono i più forti corridori del mondo, ma anziché partecipare a gare olimpioniche, vivono emarginati e in povertà nella Sierra Madre in Messico
Sono i più forti corridori del mondo, ma anziché partecipare a gare olimpioniche, vivono emarginati e in povertà nella Sierra Madre in Messico. Si chiamano Tarahumara, ma tutti li conoscono come ”Raramuri”, piedi che corrono: sono gli ultimi indiani d’America ad aver conservato l’antica tradizione di cacciare gli animali uccidendoli per sfinimento, cioè gli corrono dietro fino a farli cadere a terra esausti. Lo scrittore americano Richard Fischer, nel tentativo di aiutarli economicamente, ha iscritto alcuni di loro a un’importante maratona che si svolge nella Sierra Madre e ha offerto al vincitore mille dollari. I 7 corridori Raramuri, fumatori, più vecchi degli altri atleti ed equipaggiati solo con sandali ricavati da pneumatici di camion, si sono qualificati primi, battendo ogni record precedente. Da allora Fischer li ha fatti partecipare ad altre competizioni, anche negli Stati Uniti, e i risultati sono sempre stati eccellenti. Ma queste vittorie, anziché attirare l’attenzione di sponsor e organizzatori sportivi, hanno paradossalmente aumentato il pregiudizio nei confronti dei supercorridori. Oggi sono esclusi dalle gare e l’intero popolo rischia la soppravviv