Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
Ritarda di un minuto ogni 10 miliardi di anni: più o meno l’età dell’universo. Sono le prestazioni dell’orologio atomico messo a punto dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa: lo strumento sarà impiegato per controllare il funzionamento degli orologi spaziali dei satelliti Gps (Global positioning system, in grado di fornire l’esatta posizione di un punto nello spazio), per determinare i moti dei pianeti, e per le missioni spaziali, nelle quali differenze minime di tempo possono essere determinanti
Ritarda di un minuto ogni 10 miliardi di anni: più o meno l’età dell’universo. Sono le prestazioni dell’orologio atomico messo a punto dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa: lo strumento sarà impiegato per controllare il funzionamento degli orologi spaziali dei satelliti Gps (Global positioning system, in grado di fornire l’esatta posizione di un punto nello spazio), per determinare i moti dei pianeti, e per le missioni spaziali, nelle quali differenze minime di tempo possono essere determinanti. Da tempo esistono orologi atomici, la cui precisione è condizionata dal fatto che gli urti degli atomi nel vuoto con le pareti di vetro che li circondano alterano la loro composizione interna. Il nuovo orologio funziona col sistema della trappola ionica lineare: gli ioni di mercurio non collidono con una parete bensì con un campo elettrico che circonda gli ioni, formando un contenitore. Misurando la transizione degli atomi che oscillano tra due livelli energetici, gli orologi atomici forniscono un riferimento assoluto per il tempo