Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
Si chiamerà James Webb space telescope (Jwst) il successore del telescopio spaziale Hubble. Con un contratto da 825 milioni di dollari la Nasa ha affidato all’azienda aerospaziale Trw la costruzione del telescopio che porterà il nome di James Webb, amministratore della Nasa all’epoca delle missioni Apollo
Si chiamerà James Webb space telescope (Jwst) il successore del telescopio spaziale Hubble. Con un contratto da 825 milioni di dollari la Nasa ha affidato all’azienda aerospaziale Trw la costruzione del telescopio che porterà il nome di James Webb, amministratore della Nasa all’epoca delle missioni Apollo. L’Hubble sarà riportato a Terra nel 2010 da una missione Shuttle, mentre il nuovo telescopio sarà collocato nel punto di Lagrange L-2 (dove si bilanciano le attrazioni gravitazionali di Sole e Terra), a 1,5 milioni di km dalla Terra, per ridurre al minimo la sua interferenza elettromagnetica. Proprio per questa notevole distanza, il nuovo telescopio dovrà essere molto affidabile: non sarà possibile ripararlo una volta che sarà messo in orbita. Il telescopio Jwst avrà uno specchio di 6,5 metri, quasi il triplo di Hubble (2,4 metri) e sarà in grado di osservare oggetti celesti 400 volte più deboli di quelli del suo predecessore, come la formazione delle prime galassie o altri sistemi planetari. Lavorerà sullo spettro infrarosso, e anche sulla luce visibile. Il telescopio sarà lanciato ripiegato in tre parti per poi aprirsi come un fiore. Sotto lo specchio principale di forma esagonale (disegno) sono previsti vari strati di scudi solari: fogli di materiale flessibile, ampi ciascuno quanto un campo da tennis, che devieranno il calore del Sole per non riscaldare il telescopio (le radiazioni del calore disturberebbero la ricezione di raggi infrarossi). Sotto gli scudi vi saranno pannelli fotovoltaici: rivolti verso il Sole, forniranno energia al tele