Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
Per un giorno l’Etna è diventato un laboratorio spaziale. Il 24 settembre, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha sperimentato a Piano delle Concazze - un’area lavica a 2800 metri sul vulcano, con temperatura prossima allo zero - numerosi robot destinati all’esplorazione di Marte: la scelta è caduta su questa zona perché ha caratteristiche abbastanza simili a quelle del pianeta rosso
Per un giorno l’Etna è diventato un laboratorio spaziale. Il 24 settembre, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha sperimentato a Piano delle Concazze - un’area lavica a 2800 metri sul vulcano, con temperatura prossima allo zero - numerosi robot destinati all’esplorazione di Marte: la scelta è caduta su questa zona perché ha caratteristiche abbastanza simili a quelle del pianeta rosso. In prima fila c’era Walkie-6 (foto), un robot lungo 40 cm realizzato dal Politecnico di Torino e Alenia spazio: alimentato a energia solare, è il primo robot dotato di telecamera che, invece che su ruote, si muove con sei zampette che si spostano a tre per volta, per avere maggiore stabilità sul terreno. Testato anche DeeDri, un supertrapano realizzato da Tecnospazio per conto dell’Asi: sarà capace di raggiungere tre metri di profondità a caccia di tracce d’acqua. In passerella anche Ipse (Italian package for scientific experiment), un microlaboratorio automatizzato. I robot fanno parte del Piano Aurora dell’Esa, che da qui a 30 anni mira a portare un europeo su Marte. Nel frattempo, il prossimo anno partirà alla volta di Marte la talpa tedesca Pluto, a bordo della missione Mars Expr