Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
suoi potenti occhi ci aiuteranno a studiare da vicino le emissioni più energetiche del cosmo, ovvero quelle di raggi gamma
suoi potenti occhi ci aiuteranno a studiare da vicino le emissioni più energetiche del cosmo, ovvero quelle di raggi gamma. Integral (International gamma ray astrophysics laboratory), il satellite dell’Agenzia spaziale europea lanciato lo scorso 17 ottobre dalla base di Baikonur in Kazakhistan, è destinato a rivoluzionare la nostra conoscenza delle esplosioni di supernove, dei buchi neri e delle misteriose esplosioni a raggi gamma. Le stelle molto massicce concludono la loro esistenza esplodendo in grandi deflagrazioni (le supernove) che liberano energia soprattutto sotto forma di raggi gamma, la radiazione più energetica dello spettro elettromagnetico. A seguito di queste esplosioni si formano gli elementi chimici più pesanti del ferro come l’oro o il mercurio. Come ciò avvenga è però un mistero, sul quale Integral contribuirà a fare luce, aiutandoci a capire l’origine del’universo, dato che dal Big Bang si formarono solo elementi atomici leggeri come idrogeno, elio e litio. Integral, inoltre, studierà il buco nero che si ritiene stia al centro della nostra galassia (vedi notizia a lato). Il cuore tecnologico di Integral è stato progettato e realizzato per metà in Italia. Il satellite ha a bordo quattro strumenti: Ibis, un telescopio gamma ad alta precisione; Spi, uno spettrometro; Omc (Optical monitor camera), uno strumento per confrontare le immagini gamma con quelle della luce visibile; e infine Jem-X, un monitor sensibile ai raggi X. Il satellite – alto 5 metri, con un diametro di 3,7 metri e pesante 4 tonnellate – è costato 330 milioni di euro. Orbita con un percorso ellittico intorno alla Terra in tre giorni, ad una distanza di 153mila km, per non subire l’influenza delle