Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  novembre 22 Venerdì calendario

l centro della Via Lattea, la nostra galassia, c’è un enorme buco nero. La sua esistenza era ipotizzata da anni, ma ora l’équipe guidata da Reinhard Genzel, ricercatore dell’Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre di Monaco, in Germania, sostiene di averne trovata la prova

l centro della Via Lattea, la nostra galassia, c’è un enorme buco nero. La sua esistenza era ipotizzata da anni, ma ora l’équipe guidata da Reinhard Genzel, ricercatore dell’Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre di Monaco, in Germania, sostiene di averne trovata la prova. Per 10 anni Genzel ha osservato la traiettoria orbitale della stella S2: questa stella ruota con un periodo di 15 intorno ad un’enigmatica fonte radio, chiamata Sagittarius A. Gli astronomi hanno notato che quando S2 si è avvicinata a Sagittarius A a 17 ore/luce di distanza (tre volte la larghezza del nostro sistema solare), ha acquisito una velocità di 5.000 km al secondo (18.000.000 km/h, cioè 200 volte la velocità di rotazione della Terra): questo fatto, secondo i ricercatori, può essere spiegato solo con la presenza di un buco nero di 2,6 milioni di volte la massa del Sole: Sagittarius A, per l’appunto. Secondo le teorie scientifiche, un buco nero è lo stadio finale dell’evoluzione di una stella che, collassando, si riduce a dimensioni minime ma con una densità così elevata da esercitare un campo capace di attrarre qualsiasi oggetto gli si avvicini, luce compre