Mdt dicembre 2002, 22 novembre 2002
che gli adulti, e non solo i giovani, hanno un cervello capace di imparare, adattandosi gradualmente all’ambiente
che gli adulti, e non solo i giovani, hanno un cervello capace di imparare, adattandosi gradualmente all’ambiente. Almeno tra i barbagianni. Questi uccelli rapaci sono dei gran cacciatori notturni: quando sono ancora dei pulcini imparano a individuare il punto da cui viene un suono, basandosi sul piccolo ritardo con cui il rumore arriva a un orecchio rispetto all’altro. Poi integrano questa informazione spaziale con quello che vedono. Sviluppano cioè delle mappe spaziali auditive e visive coordinate, che corrispondono a gruppi di cellule nervose nel tetto ottico, un’area del cervello. Due neurobiologi dell’Università di Stanford, in California, Brie Linkenhoker ed Eric Knudsen, hanno ora scoperto che un barbagianni adulto può cambiare la sua mappa uditiva. I ricercatori hanno messo a un gruppo di pulcini degli occhiali – prismi ottici che alteravano la vista – in modo che sviluppassero una mappa auditiva coordinata a quella visione. Poi hanno tolto gli occhiali agli uccelli, ormai cresciuti: gli animali non avevano più una mappa visiva sovrapponibile a quella uditiva, e non riuscivano ad adattarsi al cambiamento. Tuttavia, se la loro vista era modificata in tre tappe con prismi graduali, riuscivano ad adattarsi e a cambiare la loro mappa uditiva per renderla sovrapponibile a quella visiva. Il risultato potrebbe indicare che anche uomini e donne conservano una plasticità cerebrale e hanno più capacità di imparare di quanto si supponga. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifi