Mdt novembre 2002, 22 novembre 2002
Tempi duri per i contraffattori di documenti. Presto il passaporto potrà celare le nostre impronte digitali
Tempi duri per i contraffattori di documenti. Presto il passaporto potrà celare le nostre impronte digitali. Un ricercatore israeliano, Joseph Rosen, dell’università Ben Gurion di Beersheba, ha sviluppato una tecnica per criptare informazioni all’interno di un’immagine. Il segreto sta nel modificare l’ordine dei puntini colorati - invisibili ad occhio nudo - che compongono una foto. Se si vuole criptare in essa l’immagine di un’impronta digitale, basta passare allo scanner l’immagine dell’impronta; poi un computer la trasforma con un algoritmo in una serie di numeri, che vengono usati per spostare la posizione di alcuni puntini che compongono la foto, senza alterarne l’aspetto. Per verificare se l’immagine della foto di un passaporto corrisponde a chi l’ha presentata, basta ripassarla allo scanner e il computer la decifra con lo stesso algoritmo usato per criptarla. E misurando lo spostamento dei puntini colorati può ricostruire l’impronta digitale. Se questa manca oppure non corrisponde a quella di chi ha presentato il documento, quest’ultimo sarà sicuramente falso