Nello Ajello, "la Repubblica" 19/11/2002, pagina 42., 19 novembre 2002
Tra le abitudini di Benedetto Croce, quella di correre da una stanza all’altra di palazzo Filomarino per spegnere le luci inutilmente accese
Tra le abitudini di Benedetto Croce, quella di correre da una stanza all’altra di palazzo Filomarino per spegnere le luci inutilmente accese. Non restava alla scrivania oltre le sei del pomeriggio, ora in cui usciva per una passeggiata. Le domeniche sempre in casa, «una barricata di paste» sul vassoio, in compagnia di numerosi amici (tra questi, l’editore Riccardo Ricciardi che si fingeva orgoglioso d’esser nato «lo stesso anno, lo stesso mese, lo stesso giorno, se non anche lo stesso minuto, di Stalin»).