Varie, 22 novembre 2002
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Gutierrez Lucio
• Tena (Ecuador) 23 marzo 1957. Politico. Presidente dell’Ecuador, cacciato dalla piazza nell’aprile 2005 • «Già colonnello dell’esercito, laureato in ingegneria civile [...] Nel gennaio del 2000 fu alla testa di una specie di colpo di Stato a Quito, che portò alla caduta del presidente Jamil Mahuad. Fu il braccio militare di una rivolta che prese forma dal malcontento di migliaia di poveri indios che erano scesi sulla capitale, paralizzandola per una settimana. Il golpe indigeno-militare, dopo aver rovesciato Mahuad, venne subito ricondotto alla legalità e il vicepresidente Gustavo Noboa fu eletto capo di Stato. Lui, condannato a sei mesi di carcere, si è poi limitato a seguire l’esempio di Hugo Chávez, anch’egli diventato un idolo delle masse dopo aver tentato di abbattere con le armi un governo impopolare e corrotto» (Rocco Cotroneo, ”Corriere della Sera” 21/11/2002). «[...] Eletto nel novembre del 2002 sull’onda della rinascita politica delle comunità indigene che aveva promesso di difendere, Gutierrez è stato protagonista di una crisi causata soprattutto dalla sua debolezza - era presidente ma il suo partito era largamente minoritario in Parlamento - , e dalla difficoltà di onorare le promesse fatte. L’ultimo braccio di ferro, tra lui e una opposizione che lo accusava di comportarsi come un dittatore, è cominciato [...] quando migliaia di persone hanno protestato contro la ristrutturazione della Corte Suprema. La sostanza era questa: per cambiare i giudici della Corte che volevano sottoporlo ad un processo politico, Gutierrez è costretto ad appoggiarsi a due partiti che, in cambio, chiedono l’indulto per i loro leader (due ex presidenti) in esilio. Abdalà Bucaram e Gustavo Noboa. Il 31 marzo la nuova Corte suprema annulla i processi contro i due ex consentendo il loro ritorno in patria. Il 13 aprile inizia la protesta ad oltranza dell’opposizione che con scioperi e cortei chiede le dimissioni della Corte e del presidente. Gutierrez proclama lo stato d’assedio ma il giorno dopo lo revoca mentre il Parlamento destituisce i magistrati della nuova Corte. Ma le proteste non si fermano fino a [...] quando, destituito a sua volta, Gutierrez fugge» (Omero Ciai, ”la Repubblica” 21/4/2005).