Mdt ottobre 2002, 21 novembre 2002
Per gli scienziati dell’università di Vigo, in Spagna, è possibile trasformare la luce in forma liquida per usarla come bit d’informazione nei computer ottici
Per gli scienziati dell’università di Vigo, in Spagna, è possibile trasformare la luce in forma liquida per usarla come bit d’informazione nei computer ottici. Secondo il ricercatore Humberto Michinel questo nuovo stato di energia potrebbe essere creato raffreddando i fotoni di un laser: le gocce risultanti dalla luce liquida potranno essere usate come bit. I computer a fotoni saranno 10mila volte più potenti dei processori al silicone, limitati dalla velocità con cui gli elettroni si muovono attorno ai circuiti. Un raggio di luce, argomenta Michinel, si comporta come un gas, dato che i suoi fotoni esercitano una pressione a causa della loro quantità di moto: dunque, come un gas, può essere condensato in un liquido. Ciò è possibile in particolari materiali non lineari, in grado di rallentare la luce tanto più essa è intensa. I ricercatori hanno effettuato simulazioni al computer su ciò che accadrebbe ad un impulso luminoso concentrato in questo modo: così condensato, un raggio di luce ha una sorta di tensione superficiale esterna, e potrebbe infrangersi sulle superfici dividendosi in goccioline come l’acqua. Michinel afferma che con il vetro calcogenide si potrà rendere liquida la luce. Ma altri scienziati sono perplessi: secondo loro questo vetro rischia di assorbire le ipotetiche gocce di luc