Mdt ottobre 2002, 21 novembre 2002
Una vecchia scoperta del grande Lagrange, il matematico piemontese vissuto nella seconda metà del Settecento, potrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali, rendendoli più economici e sicuri
Una vecchia scoperta del grande Lagrange, il matematico piemontese vissuto nella seconda metà del Settecento, potrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali, rendendoli più economici e sicuri. Un ingegnere del laboratorio di propulsione jet della Nasa di Pasadena, Martin Lo, ha individuato il tragitto di una superstrada interplanetaria attraverso il Sistema solare. Questa autostrada senza pedaggio sfrutta i punti di Lagrange, in cui le forze gravitazionali tra i corpi celesti (Sole-pianeti o pianeti-lune) si bilanciano tra loro e consentono ad un’astronave che vi passa di non essere catturata dalla forze gravitazionali. Il sistema non è del tutto inedito: fu usato per la prima volta dalla missione Nasa Explorer 3 Sole-Terra. Ora però i tecnici della Nasa pensano di sfruttare questo fenomeno fisico in modo sistematico, soprattutto per riprogettare il percorso di volo della sonda Genesi, lanciata l’anno scorso per catturare particelle di vento solare (protoni ed elettroni emessi dal Sole) da riportare sulla Terra. Passando attraverso i punti di Lagrange, l’astronave può usare molto meno combustibile per viaggiare, non dovendo controbilanciare le forti spinte gravitazionali dei pianeti. Con un software, Lo ha mappato tutti i punti del Sistema solare in cui un’astronave potrebbe viaggiare sfruttando la legge di Lagrange. In particolare, la missione Genesi sfrutterebbe i punti di Lagrange per tornare vicino all’orbita terrestre e sganciare nei pressi dell’atmosfera i campioni di vento solare per farli atterrare fino al deserto dello Utah. «Se il mondo fosse perfetto» dice Lo «per tutte queste manovre la navetta non userebbe combustibile. Diversamente, dato che le incognite sono molte, tutto si traduce in un notevole risparmio di carburante». In futuro, i punti di Lagrange potrebbero essere le basi dove localizzare nello spazio (ad esempio vicino alla Luna) delle piattaforme scientifiche da cui lanciare navi spaziali.