Mdt ottobre 2002, 21 novembre 2002
I bioastronomi sventolano bandiera bianca: è ancora impossibile definire cosa sia la vita. La questione non è astratta: senza questa definizione, come possono gli astronomi alla ricerca di forme viventi su altri pianeti, sapere se le hanno trovate? La questione è stata affrontata da Carol Cleland, filosofo all’università del Colorado, e dalla biologa Chris Chyba dell’Istituto Seti della California
I bioastronomi sventolano bandiera bianca: è ancora impossibile definire cosa sia la vita. La questione non è astratta: senza questa definizione, come possono gli astronomi alla ricerca di forme viventi su altri pianeti, sapere se le hanno trovate? La questione è stata affrontata da Carol Cleland, filosofo all’università del Colorado, e dalla biologa Chris Chyba dell’Istituto Seti della California. La loro conclusione è disarmante: è impossibile definire cosa sia la vita finché i biologi non ne daranno una spiegazione teorica. I due ricercatori citano ad esempio il dibattito storico per definire cosa fosse l’acqua: la descrizione di «liquido inodore, incolore, dissetante» si rivelava inadatta con le soluzioni acide, l’acqua melmosa o il vapore. «Si possono identificare le caratteristiche fondamentali dell’acqua, ma finché non si elabora una teoria molecolare, una definizione non ambigua è impossibile». Lo stesso accade con la vita. Su Europa, luna di Giove, proseguono le ricerche di vita extraterrestre. Ma la definizione della Nasa di «sistema chimico che si auto-sostenta, suscettibile di evoluzione darwiniana» è lontana dall’ideale: rischia di escludere altre potenziali e ignote forme di vita. Forse è meglio parlare di molecole organiche non spiegabili con la sola chimica