Mdt settembre 2002, 21 novembre 2002
la coda asimmetrica a tenere a galla lo squalo. Privo com’è di vescica natatoria, il suo galleggiamento era un mistero, chiarito ora da Cheryl Wilga e George Lauder
la coda asimmetrica a tenere a galla lo squalo. Privo com’è di vescica natatoria, il suo galleggiamento era un mistero, chiarito ora da Cheryl Wilga e George Lauder. I due hanno analizzato i vortici creati dallo squalo leopardo, grazie a videocamere digitali e a palline di polistirolo aggiunte nella vasca dell’acquario. I colpi di coda spingono l’acqua verso il basso e indietro (freccia blu) causando una forza di reazione sul pesce, diretta in avanti e verso l’alto (freccia tratteggiata rossa). Viene così controbilanciato il peso (in nero) e generata una torsione sul pesce, che però non ruota perché ci sono altre due forze, quella della testa e del corpo, che si oppongono. Quanto alle pinne pettorali (punto verde), se spingono in su fanno emergere lo squalo, in giù lo fanno immergere.