Mdt settembre 2002, 21 novembre 2002
Due scienziati hanno ideato sistemi ingegnosi per produrre aria e acqua per le missioni su Marte. Don Sadoway del Mit di Boston propone di usare una pila elettrochimica grande quanto un refrigeratore e alimentata da un mini reattore nucleare: con essa sarebbe possibile estrarre l’ossigeno, mediante elettrolisi, dai minerali ricchi di ossido del pianeta rosso
Due scienziati hanno ideato sistemi ingegnosi per produrre aria e acqua per le missioni su Marte. Don Sadoway del Mit di Boston propone di usare una pila elettrochimica grande quanto un refrigeratore e alimentata da un mini reattore nucleare: con essa sarebbe possibile estrarre l’ossigeno, mediante elettrolisi, dai minerali ricchi di ossido del pianeta rosso. Ha calcolato che da 8 kg di minerali è possibile estrarre i 27,5 kg di ossigeno di cui ha bisogno un uomo ogni giorno. Quanto all’acqua, dato che quella forse presente su Marte sarebbe imbevibile perché molto salata, meglio estrarre quella presente nell’argilla e nei minerali del suolo, dice l’ingegnere Ken Debelak dell’università Vanderbilt in Tennessee. Basta usare l’atmosfera di Marte, composta al 95 per cento di anidride carbonica: quando il CO2 è riscaldato sopra i 31° e compresso a più di 72 atmosfere funziona da solvente, estraendo l’acqua dai minerali.